Negli ultimi anni la spirulina è diventata una sorta di "superfood" mediatico: c’è chi la assume per aumentare l’energia, chi per migliorare il profilo lipidico e chi per rafforzare il sistema immunitario. Ma cosa dice davvero la scienza?
E soprattutto: può avere un ruolo nel supporto integrativo delle persone che vivono con HIV?
Una revisione della letteratura scientifica pubblicata nel 2022 ha provato a rispondere proprio a questa domanda, concentrandosi su un parametro chiave dell’infezione da HIV: la conta dei linfociti CD4+.
Cos’è la Spirulina e perché interessa la ricerca
La spirulina (nome scientifico Arthrospira platensis) è un cianobatterio commestibile, spesso definita impropriamente "alga". È utilizzata in polvere da decenni come integratore alimentare grazie al suo profilo nutrizionale molto ricco, caratterizzato da un elevato contenuto proteico, nonché dalla presenza di vitamine, minerali e composti bioattivi come ficocianina, polifenoli e polisaccaridi.
A questi componenti vengono attribuite proprietà antiossidanti, antinfiammatorie ed immunomodulanti. Non sorprende quindi che la Spirulina sia stata studiata anche in contesti di malnutrizione e di immunodepressione, due condizioni che purtroppo spesso coesistono nei Paesi a basso reddito colpiti dall’HIV.
HIV e CD4+: perché sono così importanti
L’HIV è un retrovirus che colpisce i linfociti CD4+, cellule fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Senza trattamento, l’infezione porta a una progressiva riduzione di queste cellule, aumentando il rischio di infezioni opportunistiche e tumori.
Le terapie farmacologiche antiretrovirali oggi disponibili sono estremamente efficaci, ma non sempre accessibili a livello globale e possono essere associate ad effetti collaterali. Da qui l’interesse verso strategie complementari, a basso costo, che possano supportare la salute immunitaria.
Cosa ha analizzato la revisione scientifica
La revisione ha preso in esame tutti gli studi clinici disponibili (fino a febbraio 2022) che valutavano l’effetto dell’assunzione orale di spirulina sulla conta dei CD4+ in persone con HIV. Dopo una ricerca sistematica della letteratura, sono stati inclusi sette studi clinici, per un totale di campioni relativamente piccoli ma eterogenei, condotti prevalentemente in contesti africani.
Le dosi di Spirulina utilizzate variavano tra 5 e 10 grammi al giorno, con durate di trattamento comprese tra 8 settimane e 6 mesi.
I risultati: segnali promettenti, ma con cautela
Nel complesso, i risultati suggeriscono che:
- In quattro studi si è osservato un aumento significativo dei CD4+ dopo l’assunzione di spirulina.
- In due studi l’aumento era presente ma non statisticamente significativo.
- In uno studio si è osservata una riduzione dei CD4+, probabilmente legata a dose e durata insufficienti.
Un dato interessante è che gli effetti più consistenti sembrano emergere quando la spirulina viene assunta a 10 g al giorno per almeno 6 mesi. Dosi più basse o periodi più brevi appaiono meno efficaci.
In uno studio in cui la spirulina è stata usata in aggiunta alla terapia antiretrovirale, non si è visto un aumento dei CD4+, ma si è osservato comunque un miglior controllo della replicazione virale e dello stress ossidativo, suggerendo un possibile ruolo complementare.
Non una "cura", ma un possibile supporto
È fondamentale essere chiari: la spirulina NON è una terapia per l’HIV e NON sostituisce i farmaci antiretrovirali.
Tuttavia, grazie al suo contenuto nutrizionale e ai potenziali effetti immunomodulanti, potrebbe rappresentare un supporto integrativo, soprattutto in contesti di malnutrizione, nei Paesi dove l’accesso alle terapie è limitato o come complemento (sotto controllo medico) nei pazienti già in trattamento.
Sicurezza e qualità: un punto cruciale
La spirulina è generalmente considerata sicura, ma non è priva di rischi.
In letteratura sono descritti rari casi di riacutizzazione di malattie autoimmuni, possibili reazioni allergiche e potenziali interazioni con farmaci anticoagulanti. Inoltre, la qualità del prodotto è essenziale: spirulina coltivata in ambienti contaminati può contenere tossine pericolose. Per questo è fondamentale utilizzare solo prodotti certificati e assumerla sotto supervisione medica, soprattutto in persone fragili.
Conclusioni
Le evidenze disponibili suggeriscono che la spirulina potrebbe contribuire a migliorare la conta dei CD4+ nelle persone con HIV, in particolare a dosaggi adeguati e per periodi sufficientemente lunghi. Servono però studi più ampi e di alta qualità per confermare questi risultati e definire meglio indicazioni, dosi e sicurezza.
Nel frattempo, la spirulina resta un interessante esempio di come nutrizione, salute pubblica e ricerca clinica possano incontrarsi per affrontare sfide globali complesse come l’HIV.
Riferimento bibliografico
Antonelli, M., & Donelli, D. (2022). Effects of Spirulina on CD4+ T-lymphocyte count in patients with HIV infection: A literature review. Biology and Life Sciences Forum, 12(1), 6. https://doi.org/10.3390/IECN2022-12362
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