Gli oli essenziali sono conosciuti soprattutto per il loro impiego in aromaterapia, profumeria e cosmetica. Da tempo, tuttavia, la ricerca scientifica ne studia anche le possibili proprietà antimicrobiche, comprese quelle nei confronti dei virus. Ma che cosa sappiamo davvero della loro attività antivirale? E quanto sono solide le evidenze disponibili?
A queste domande cerca di rispondere la revisione sistematica "Antiviral and virucidal properties of essential oils against human viruses: A systematic review", pubblicata nel settembre 2026 sul Journal of Pharmacy & Pharmacognosy Research, alla quale ho contribuito come coautore.
Che cosa abbiamo analizzato?
Una revisione sistematica raccoglie e valuta criticamente gli studi disponibili su una determinata domanda scientifica, seguendo criteri di ricerca e selezione definiti in anticipo. In questo caso, l'obiettivo era esaminare le evidenze sperimentali sull'attività antivirale degli oli essenziali nella loro composizione complessiva, con particolare attenzione ai virus che possono infettare l'essere umano.
La revisione ha incluso 198 pubblicazioni, dalle quali sono stati ricavati 203 esperimenti distinti. Di questi, 164 riguardavano virus umani o modelli sperimentali analoghi. Sono stati considerati anche studi su virus animali e vegetali, oltre a ricerche sui possibili meccanismi biologici coinvolti. Un aspetto importante è che l'analisi si è concentrata sugli oli essenziali nel loro insieme, escludendo, secondo i criteri adottati, gli studi dedicati esclusivamente a singoli componenti isolati. Questo permette di affrontare una questione specifica: quale attività antivirale è stata osservata sperimentalmente negli oli essenziali così come vengono studiati come miscele complesse di sostanze volatili?
Che cosa significa attività antivirale?
Non tutti gli effetti osservati in laboratorio sono uguali. In particolare, è utile distinguere tra attività antivirale e attività virucida.
Con il termine attività antivirale si indica, in senso ampio, la capacità di interferire con una o più fasi del ciclo di infezione virale. Una sostanza potrebbe, per esempio, ostacolare l'ingresso del virus nelle cellule oppure interferire con altri processi necessari alla sua replicazione.
L'attività virucida, invece, riguarda la capacità di inattivare direttamente le particelle virali, riducendone o annullandone la capacità infettiva. È una distinzione importante, perché una sostanza che agisce sul virus prima del contatto con le cellule non necessariamente produce lo stesso effetto quando il virus ha già iniziato a infettarle.
Tra i meccanismi più frequentemente riportati negli studi analizzati emerge proprio l'azione prima dell'adesione o dell'ingresso del virus nelle cellule, indicata in letteratura come pre-adsorption. In alcuni modelli sperimentali, determinati oli essenziali hanno mostrato la capacità di ridurre l'infettività virale in questa fase. Questi risultati sono interessanti per comprendere come possano agire miscele complesse di sostanze naturali.
Quali virus sono stati studiati?
Le evidenze raccolte riguardano diversi gruppi di virus. Tra quelli più frequentemente esaminati figurano:
- Herpes simplex virus, responsabili, tra le altre manifestazioni, dell'herpes labiale e genitale.
- Virus influenzali, che causano l'influenza stagionale.
- SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile del COVID-19.
- Virus dengue, trasmessi principalmente dalle zanzare.
- Coxsackievirus, associati a diverse manifestazioni cliniche, tra cui alcune infezioni enterovirali.
In alcuni esperimenti, determinati oli essenziali hanno mostrato risultati promettenti sia in termini di attività antivirale, sia di selettività, cioè della capacità di esercitare un effetto sul virus senza provocare, nelle stesse condizioni sperimentali, un danno altrettanto rilevante alle cellule utilizzate nel test. È fondamentale, tuttavia, non generalizzare questi risultati: l'attività osservata dipende dall'olio essenziale specifico, dalla sua composizione chimica, dalla concentrazione impiegata, dal virus considerato e dal modello sperimentale (non è quindi corretto attribuire a tutti gli oli essenziali un effetto antivirale uniforme).
Dal laboratorio alla pratica clinica
Il messaggio più importante della revisione riguarda proprio i limiti delle conoscenze attuali: la maggior parte delle evidenze disponibili è di natura sperimentale e meccanicistica. Gli studi differiscono per composizione e caratterizzazione degli oli essenziali, condizioni di esposizione, metodi di misurazione dell'attività antivirale e valutazione della tossicità cellulare. Queste differenze rendono difficile confrontare direttamente i risultati e stabilire quali effetti siano riproducibili e rilevanti al di fuori del laboratorio.
Soprattutto, dimostrare che un olio essenziale riduce l'infettività virale in un sistema sperimentale non equivale a dimostrare che sia efficace e sicuro nell'organismo umano. Per arrivare a una conclusione clinica servono studi adeguati che valutino dosi, modalità di somministrazione, sicurezza, efficacia e possibili interazioni. La concentrazione necessaria per ottenere un effetto in laboratorio, per esempio, potrebbe non essere raggiungibile nei tessuti umani senza causare irritazione o altri effetti indesiderati. Inoltre, la composizione degli oli essenziali può variare in funzione della specie botanica, della provenienza, del processo di estrazione e delle modalità di conservazione.
Conclusioni
Gli oli essenziali rappresentano miscele chimiche complesse che, in contesti sperimentali, hanno mostrato proprietà antivirali interessanti. La nostra revisione sistematica offre una panoramica ampia delle evidenze disponibili e dei meccanismi proposti, mettendo in luce sia i risultati promettenti sia le importanti lacune ancora da colmare.
Riferimento bibliografico
Valussi, M., Pesoni, D., Frennet, P., Antonelli, M., & Donelli, D. (2026). Antiviral and virucidal properties of essential oils against human viruses: A systematic review. Journal of Pharmacy & Pharmacognosy Research, 14(5), 2688. https://doi.org/10.56499/jppres_14.5.2688
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