Negli ultimi anni l’uso degli integratori multivitaminici è cresciuto in modo significativo, spesso percepiti dai consumatori come prodotti "naturali" e intrinsecamente salutari. Tuttavia, la loro composizione reale è raramente oggetto di attenzione critica. In un recente studio che ho condotto assieme al collega Davide Donelli abbiamo analizzato un aspetto poco discusso ma rilevante: la presenza di dolcificanti artificiali nei multivitaminici registrati in Italia.
Obiettivo dello studio
Lo studio aveva l’obiettivo di valutare la prevalenza dei dolcificanti (anche chiamati "edulcoranti") di tipo artificiale all’interno dei multivitaminici presenti nel Registro Nazionale degli Integratori Alimentari, offrendo una fotografia aggiornata del mercato italiano. L’analisi è stata condotta nel dicembre 2023, concentrandosi esclusivamente sui prodotti identificati come "multivitaminici".
Metodologia
Sono stati inizialmente identificati 179 multivitaminici registrati in Italia. Per ciascun prodotto, la composizione è stata ricercata online attraverso siti ufficiali dei produttori o schede tecniche disponibili al pubblico. Per 96 integratori è stato possibile reperire l’elenco completo degli ingredienti, rendendoli idonei all’analisi.
I risultati principali
I dati emersi mostrano una situazione tutt’altro che marginale:
- 49% dei multivitaminici analizzati non contiene zuccheri o edulcoranti aggiunti.
- 51% contiene uno o più edulcoranti, e in 29 prodotti ne sono presenti almeno due.
La presenza di edulcoranti varia fortemente in base alla forma farmaceutica:
- Compresse effervescenti: 100%.
- Polveri solubili: 100%.
- Gommose o compresse masticabili: 63%.
- Capsule o compresse da deglutire: solo 19%.
Aspartame e sucralosio risultano essere gli edulcoranti più frequentemente utilizzati, soprattutto nelle formulazioni effervescenti e in polvere, ma non sono assenti nemmeno in altre tipologie di integratori.
Perché questo dato è importante?
Gli edulcoranti artificiali sono spesso utilizzati per migliorare la palatabilità del prodotto, soprattutto in formulazioni pensate per essere sciolte in acqua o masticate. Tuttavia, il loro consumo cronico è oggetto di un dibattito scientifico sempre più acceso, con studi che suggeriscono possibili effetti negativi sul metabolismo, sul microbiota intestinale e sulla regolazione dell’appetito. Nel caso dei multivitaminici, il problema è amplificato dal fatto che questi prodotti vengono spesso assunti quotidianamente e per periodi medio-lunghi, talvolta senza indicazione né supervisione medica.
Implicazioni per consumatori e professionisti della salute
I risultati dello studio evidenziano la necessità di:
- Maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, che dovrebbero leggere attentamente le etichette.
- Valutazione critica da parte di medici e farmacisti, soprattutto per soggetti fragili o con patologie metaboliche.
- Scelte più informate, privilegiando formulazioni prive di edulcoranti quando non strettamente necessari.
In conclusione, la presenza significativa di dolcificanti artificiali nei multivitaminici registrati in Italia rappresenta un aspetto spesso sottovalutato ma rilevante per la salute pubblica.
Questo studio invita a superare l’idea che "integratore" sia automaticamente sinonimo di "innocuo" e sottolinea l’importanza di un approccio più critico e informato all’integrazione nutrizionale, che includa una valutazione attenta della composizione del prodotto e una supervisione medica, soprattutto in caso di condizioni cliniche particolari.
Riferimento bibliografico
Antonelli, M., & Donelli, D. (2024). Prevalenza dei dolcificanti artificiali negli integratori multivitaminici registrati in Italia. Recenti Progressi in Medicina, 115(2), 82. https://doi.org/10.1701/4197.41841
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