Quando si parla di alimentazione secondo la Medicina Tradizionale Cinese, una delle espressioni che più facilmente cattura l'attenzione è quella di "alimenti Yin" e "alimenti Yang".
Secondo alcune interpretazioni divulgative oggi molto diffuse, basterebbe dividere gli alimenti in due grandi categorie: da una parte quelli Yin, considerati "freddi" o rinfrescanti, dall'altra quelli Yang, considerati "caldi" o riscaldanti. La realtà della dietetica cinese tradizionale è però più complessa: per comprendere che cosa significhi realmente parlare di Yin e Yang a tavola è necessario fare un passo indietro e conoscere alcuni dei principi fondamentali della dietetica della Medicina Tradizionale Cinese.
Yin e Yang: due principi complementari
Nella teoria medica cinese Yin e Yang non rappresentano semplicemente due sostanze contrapposte, né possono essere tradotti automaticamente con le parole "freddo" e "caldo": sono piuttosto due categorie utilizzate per descrivere aspetti complementari e dinamici della realtà e dei fenomeni fisiologici e patologici.
La salute, secondo il modello tradizionale, dipende anche dal mantenimento di un equilibrio dinamico tra Yin e Yang. Questa concezione è strettamente collegata all'idea che l'organismo debba adattarsi alle variazioni dell'ambiente ed è all'interno di questo quadro teorico che viene interpretata anche la natura degli alimenti.
Le "nature" e i "sapori" degli alimenti secondo la tradizione cinese
Uno dei concetti fondamentali della dietetica cinese è quello delle 四气 (sì qì), le "quattro nature" degli alimenti:
- 寒 (hán): freddo
- 凉 (liáng): fresco
- 温 (wēn): tiepido
- 热 (rè): caldo
A queste si aggiunge una quinta categoria, 平 (píng), cioè la natura neutra o equilibrata.
Le fonti asiatiche di divulgazione sanitaria descrivono proprio questa classificazione come uno dei fondamenti dell'alimentazione secondo la Medicina Tradizionale Cinese: gli alimenti freddi e freschi vengono tradizionalmente associati a funzioni di "raffreddamento" e di dispersione del calore, mentre quelli tiepidi e caldi vengono considerati maggiormente rivolti al "riscaldamento" e alla dispersione del freddo. È importante però non confondere questa "natura" con la temperatura fisica dell'alimento: un alimento può essere classificato come freddo o caldo anche quando viene consumato a temperatura ambiente. Si tratta infatti di una categoria teorica della medicina cinese, non di una misurazione della temperatura dell'alimento.
La classificazione non si ferma alle quattro nature; un altro principio fondamentale è rappresentato dai 五味 (wǔ wèi), i cinque sapori:
- 酸, acido
- 苦, amaro
- 甘, dolce
- 辛, piccante
- 咸, salato
Nella teoria tradizionale ogni sapore viene associato a specifiche funzioni corporee: in altri termini, il sapore non viene considerato soltanto una caratteristica sensoriale dell’alimento, ma è associato a determinate modalità di azione sull’organismo. Il dolce viene tradizionalmente collegato alla capacità di nutrire, armonizzare ed attenuare alcune forme di tensione; il piccante viene invece associato al movimento e alla dispersione, in particolare alla capacità di favorire, secondo il modello tradizionale, la diffusione e la circolazione delle sostanze nell’organismo; l’acido viene ricondotto a un’azione astringente e di contenimento, cioè alla capacità di limitare la dispersione eccessiva dei liquidi e delle sostanze corporee; l’amaro viene tradizionalmente associato a funzioni di drenaggio e di eliminazione; infine, il salato viene collegato alla capacità di ammorbidire ciò che viene considerato "indurito" e a favorire, secondo la terminologia tradizionale, il fluire energetico verso il basso. Le fonti istituzionali cinesi dedicate alla dietoterapia continuano a presentare il rapporto tra nature e sapori come uno dei cardini della teoria alimentare della Medicina Tradizionale Cinese.
Quindi quali sono gli alimenti Yin e quali quelli Yang?
È proprio qui che le classificazioni divulgative rischiano di diventare eccessivamente semplicistiche: nella tradizione cinese, infatti, non esiste necessariamente una rigida divisione universale in una lista di alimenti "Yin" e una lista di alimenti "Yang". Piuttosto, ogni alimento può essere descritto attraverso una combinazione di caratteristiche: natura, sapore, direzione dell'azione secondo il modello tradizionale e, in determinati sistemi, relazione con specifici organi.
Per esempio, alcune fonti cinesi classificano anguria, cetriolo, pomodoro, pera e altri alimenti tra quelli di natura fredda o fresca, mentre zenzero, certe tipologie di carne e alcune spezie vengono tradizionalmente considerate tiepide o calde. Ma sarebbe scorretto trasformare queste classificazioni in una semplice equazione: "freddo = Yin = cattivo" oppure "caldo = Yang = benefico"; nella logica della dietetica cinese, infatti, la stessa caratteristica può essere considerata favorevole o sfavorevole a seconda delle condizioni individuali e del periodo dell'anno.
La persona e l'ambiente prima dell’alimento
Uno degli aspetti più interessanti della dietetica cinese è il principio della 辨证施食 (biànzhèng shīshí), espressione che possiamo tradurre approssimativamente come "alimentazione secondo la differenziazione del quadro clinico e costituzionale", in base al quale la scelta di un alimento non dovrebbe essere considerata in maniera astratta, ma valutata in relazione alle caratteristiche di una persona, alla stagione e alla condizione nella quale viene utilizzato.
Un alimento classificato come freddo o fresco, per esempio, può essere ritenuto indicato in una condizione descritta dalla Medicina Tradizionale Cinese come caratterizzata da "calore", mentre lo stesso alimento può essere considerato meno adatto in una persona nella quale prevalgano caratteristiche di "freddo". Ad esempio, in una condizione tradizionalmente descritta come deficit di Yang, caratterizzata, secondo la terminologia della MTC, da freddolosità, stanchezza, estremità fredde e tendenza a ricercare il calore, si potrebbe privilegiare un'alimentazione comprendente alimenti considerati di natura tiepida o calda, come zenzero, cannella o, in determinati contesti, alcune tipologie di carne. In una condizione di eccesso di calore, invece, la dietetica tradizionale potrebbe orientarsi verso alimenti considerati freschi o freddi, come cetriolo, anguria, pera o alcuni vegetali a foglia.
Questo principio è strettamente legato anche all’attenzione per la stagionalità: nella Medicina Tradizionale Cinese il cambiamento delle stagioni rappresenta una trasformazione dell’ambiente alla quale l’organismo dovrebbe adattarsi e, per questo motivo, le fonti tradizionali e quelle cinesi contemporanee di dietoterapia propongono indicazioni alimentari differenti per la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno. È interessante osservare come questo aspetto possa dialogare tranquillamente con la nutrizione moderna, nella quale sappiamo che le abitudini alimentari possono naturalmente modificarsi nel corso dell’anno in funzione della disponibilità degli alimenti, della temperatura ambientale, del livello di attività fisica e delle consuetudini culturali.
Una tradizione antica: dalla teoria alla tavola
Il rapporto tra alimentazione e salute è presente nella medicina cinese da molti secoli: un riferimento fondamentale è il corpus dell'Huangdi Neijing (《黄帝内经》), nel quale l'alimentazione viene inserita all'interno di una più ampia concezione dell'equilibrio dell'organismo e della relazione tra uomo e ambiente.
Un altro testo di grande importanza è il 《饮膳正要》 (Yinshan Zhengyao), compilato da Hu Sihui (忽思慧), medico della corte Yuan, tra il XIII e il XIV secolo; l'opera è particolarmente interessante perché non si limita a parlare astrattamente di Yin e Yang: raccoglie alimenti, preparazioni, indicazioni dietetiche, controindicazioni e descrizioni della natura e del sapore degli alimenti. Nel terzo volume, per esempio, vengono trattati cereali, carni, pesci, frutta, verdura e condimenti, mentre una sezione specifica è dedicata alle caratteristiche di natura e sapore degli ingredienti. Il testo insiste inoltre sull'importanza della moderazione, dell'adeguatezza degli alimenti e dell'armonia dei sapori.
Conclusioni
Alla luce di quanto descritto, la dietetica cinese può quindi essere considerata come una tradizione che offre una particolare chiave di lettura del rapporto tra alimentazione, persona ed ambiente. Alcuni dei suoi principi, come l’attenzione alla stagionalità, alla varietà, alla moderazione e alle caratteristiche individuali, possono ancora oggi offrire interessanti spunti di riflessione e trovare una possibile interpretazione nel contesto della nutrizione contemporanea; altri concetti richiedono invece un confronto attento con le categorie e le conoscenze della fisiologia moderna. L'approccio più utile può quindi essere quello del dialogo: conoscere la tradizione, comprenderne il significato nel suo contesto e, allo stesso tempo, confrontarne gli aspetti con le conoscenze scientifiche disponibili, mantenendo curiosità e senso critico. In questa prospettiva, la dietetica cinese può diventare un interessante punto di incontro tra culture e modi diversi di interpretare il rapporto tra alimentazione e salute.
Riferimenti bibliografici
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