Il mal di schiena cronico non è "solo" un dolore. È una presenza costante, a volte silenziosa, a volte invalidante, che accompagna il paziente nella vita quotidiana: al lavoro, nel sonno, nei gesti più semplici. La lombalgia cronica è una delle condizioni più diffuse nella popolazione adulta e rappresenta una delle principali cause di disabilità nei Paesi industrializzati, compresa l’Italia.
Chi ne soffre sa bene quanto possa essere frustrante il percorso terapeutico. Antinfiammatori, miorilassanti, talvolta farmaci più complessi: spesso utili, certo, ma non sempre risolutivi. E soprattutto non privi di effetti indesiderati quando l’uso diventa prolungato.
È proprio in questo scenario che l’agopuntura ha progressivamente trovato uno spazio sempre più definito, non più relegato alla sfera delle pratiche "alternative", ma inserita in un contesto medico fondato su evidenze scientifiche.
Non solo tradizione: cosa dice la ricerca
Negli ultimi anni numerosi studi clinici hanno valutato l’efficacia dell’agopuntura nella lombalgia cronica aspecifica. I risultati mostrano una riduzione significativa del dolore e un miglioramento della funzionalità in una quota rilevante di pazienti. Non si tratta di un effetto generico o suggestivo: oggi sappiamo che la stimolazione di specifici punti cutanei è in grado di modulare i meccanismi neurofisiologici del dolore, influenzando il rilascio di endorfine e regolando le vie centrali di controllo nocicettivo.
Ma al di là dei meccanismi, ciò che conta nella pratica clinica è l’esperienza del paziente: meno dolore, maggiore mobilità, migliore qualità del sonno. Spesso, una sensazione di "sblocco" che permette di riprendere gradualmente movimento e fiducia nel proprio corpo.
Un aspetto fondamentale: la tollerabilità
Uno degli elementi che rende l’agopuntura particolarmente interessante nella gestione del dolore cronico è il suo profilo di sicurezza. Quando eseguita da un medico adeguatamente formato, è generalmente ben tollerata. Gli effetti collaterali sono per lo più lievi e transitori: un piccolo ematoma, una modesta dolenzia locale, talvolta una sensazione di stanchezza passeggera dopo la seduta.
Questo dato assume un peso specifico importante se lo confrontiamo con l’utilizzo prolungato di farmaci analgesici e antinfiammatori, che possono comportare nel tempo effetti gastrointestinali, cardiovascolari o renali, oltre ai rischi legati ad alcune categorie di farmaci impiegate nel dolore cronico.
Quando l’agopuntura consente un miglioramento sintomatico stabile, spesso diventa possibile ridurre il dosaggio dei farmaci o limitarne l’uso alle fasi di riacutizzazione. Non si tratta di "sostituire" la terapia medica, ma di integrarla in modo intelligente, con l’obiettivo di diminuire l’esposizione a effetti indesiderati e migliorare l’equilibrio complessivo del trattamento.
Il riconoscimento istituzionale: un passaggio storico
Un momento decisivo per la medicina integrata nel nostro Paese è arrivato nel 2022, quando l’agopuntura per il trattamento del dolore è stata inserita nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Il documento, elaborato dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA), include anche la lombalgia cronica aspecifica tra le condizioni per cui l’agopuntura può essere raccomandata all’interno di un percorso terapeutico integrato.
Non è un dettaglio formale. Le linee guida rappresentano il riferimento ufficiale per la pratica clinica nel nostro sistema sanitario. L’inserimento dell’agopuntura significa che le evidenze disponibili sono state valutate con metodologia rigorosa e che il suo utilizzo può essere considerato appropriato nel contesto di una gestione multidisciplinare del dolore lombare cronico.
È un passaggio culturale, prima ancora che tecnico. Segna il superamento di una contrapposizione sterile tra medicina "convenzionale" e medicina "complementare", per lasciare spazio a un approccio più maturo: ciò che funziona, ed è sicuro, trova posto nel percorso di cura.
Uno strumento in più di tipo integrativo
È importante dirlo con chiarezza: l’agopuntura non è una soluzione magica né universale. Non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo e non tutte le lombalgie hanno le stesse caratteristiche. Tuttavia, in un numero significativo di casi, rappresenta uno strumento efficace, ben tollerato e sostenibile nel lungo periodo.
In un’epoca in cui il dolore cronico è sempre più diffuso e l’attenzione agli effetti collaterali dei farmaci è giustamente alta, poter offrire un’opzione terapeutica integrativa riconosciuta dalle istituzioni, supportata da studi clinici e sicura, è un’opportunità concreta per migliorare la qualità della cura.
La sfida oggi non è scegliere tra approcci diversi, ma integrarli con competenza. E nella gestione della lombalgia cronica, l’agopuntura è entrata, a pieno titolo, in questo orizzonte.
Riferimento bibliografico
Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA). (2022). Agopuntura per la terapia del dolore. Sistema Nazionale Linee Guida, Istituto Superiore di Sanità. https://www.iss.it/-/snlg-agopuntura-terapia-dolore
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